Superleggero ma con molta sostanza, Gio Ponti

Focus Designer
Condividi l'articolo
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Gio Ponti fu architetto, designer, pittore e critico. Contemporaneamente e con risultati della cui eccellenza ci rendiamo conto ogni giorno di più. Ma in realtà Gio Ponti fu sopratutto un inventore. Inventò con “Domus”, il concetto della rivista contemporanea di progetto. Inventò, con il Pirelli, l’icona stessa del grattacielo, e con esso inventò, per la città di Milano e per tutta l’imprenditoria italiana, un simbolo laico di riconoscibilità e di valore.

Giò-Ponti-ceramica1_w400

Grazie alla sua capacità, rara, di ragionare lontano dagli schemi, dai luoghi comuni e dai condivisi “dover essere”, inventò, senza saperlo, un ruolo nuovo per l’architetto proponendogli quelle alternative al cantiere. Inventò nell’immediato dopoguerra, un linguaggio per l’industria per poi reinventare un nuovo ruolo per l’artigianato.

Ponti-posate_w200

Ponti-mobile_w600

Artigianato inteso come occasione di costruzione dell’eccellenza e sopratutto come punto di partenza per la sperimentazione della serie. Ponti pensava che promuovere è un’altra voce del verbo progettare e che promuovendo l’altrui creatività si amplifica a dismisura la propria. E inventò un rapporto e da questo, in un certo senso, nacque il Made in Italy, ovvero il rapporto fondante del design italiano, il connubio tra progettista e imprenditore. Comprese, presto, prestissimo, che la creatività nuova aveva bisogno di un tamburo, di un moltiplicatore.

Lui che era stato un ineffabile creatore di pezzi unici, capì che la qualità andava progettata e poi moltiplicata facendola giungere a tutti.

Giò-Ponti-pirellone_w1Giò-Ponti-pirellone_w2

La Leggera risale al 1952 (ma il percorso per il disegno di una sedia “a gambe rastremate” per Ponti era già cominciato alcuni anni prima, nel 1949). La chiamava “sedia tipo”, elevandola così da uno status “di falegnameria” per portarla nell’ambito delle più avanzate discussioni del tempo sui problemi della costruzione e della ricostruzione. C’è chi dice che non sei un grande designer se non crei una seduta. Ed ecco la Superleggera, rivisitazione delle classiche sedie chiavarine. Grazie all’eliminazione del materiale “superfluo”, Gio Ponti alleggerisce notevolmente il peso della sedia, trasformandola in un oggetto dal design minimal, moderno ma con forti legami col passato. Perché questa “semplice sedia”, come la definiva lo stesso Gio Ponti, è stata rivoluzionaria? Bhè, semplice. Le sedie precedenti erano grandi, importanti, ma soprattutto pesanti. La Superleggera diventa un oggetto facilmente spostabile, con solo due dita, diventando estremamente funzionale in tutta la casa.

Ponti-superleggera1_w800

Uno dei capolavori autentici di Gio Ponti, è simbolo di perfezione ed equilibrio tra solidità e leggerezza. Ininterrottamente prodotto da Cassina dal 1957, è il frutto della ricerca di Gio Ponti e della capacità di sperimentazione e di lavorazione di Cassina e dei suoi artigiani che inventarono l’incastro zigrinato del tenone, ricavato direttamente dal massello del telaio sedile per realizzare un insieme solidissimo a dispetto delle sezioni molto esili. Un capolavoro la cui esemplarità risiede nella corrispondenza tra la forma e il contenuto, portavoce della una nuova espressività del moderno.“ Creando la “superleggera”- diceva Gio Ponti- ho seguito il processo perenne della tecnica, che va dal pesante al leggero: togliendo – vedi la sezione triangolare della gamba – materia e peso inerti, identificando “al limite” la forma con la struttura, saggiamente e senza virtuosismi, cioè rispettando allo stesso tempo l’’utilità e la “solidità esatta”. La sezione triangolare assottigliando “visualmente” la forma, la “esprime”: eccoci nel campo dell’’estetica.”

Ponti sa di essere arrivato, attraverso un rapporto limite tra solidità e leggerezza, a un risultato praticamente imbattibile (nemmeno con il carbonio si è riusciti a eguagliare il peso o meglio il “non peso”, 1700 grammi della Superleggera).

INSTAGRAM – #giòponti 

 

 

gioponti.org


Condividi l'articolo
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •